Massime correlate a Programmazione dei lavori pubblici

Deliberazione n. 28 del 09/05/2006 legge 109/94 Articoli 14, 16 - Codici 14.1, 16.1
L’inserimento dell’opera nel programma triennale e l’approvazione di questo da parte del Consiglio comunale esprime, in prima istanza, la volontà dell’organo di indirizzo politico dell’ente sulla realizzazione dell’opera ed è necessario per l’avvio dei successivi adempimenti procedurali da parte della Giunta comunale e dei dirigenti, tra cui quelli che comportano impegno di spesa (come l’affidamento della progettazione); l’inclusione nell’elenco annuale, dal canto suo, certifica la compatibilità dell’intervento con il bilancio previsionale dell’Ente, di cui lo stesso elenco costituisce un allegato.Il ruolo centrale dell’Amministrazione nella definizione dei parametri fondamentali del progetto è attestato soprattutto dal documento preliminare alla progettazione che, ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m., deve essere redatto a cura del RUP. Le indicazioni in esso contenute sono vincolanti per il progettista, tanto che nella verifica del preliminare e nella validazione del progetto esecutivo deve essere certificata la conformità delle soluzioni progettuali adottate rispetto al documento preliminare (artt. 46 e 47 del citato D.P.R. n. 554/1999 e s.m.). In base al comma 5 del suddetto art. 15, il contenuto del documento preliminare deve riguardare tra l’altro la definizione dei limiti finanziari da rispettare e della stima dei costi e delle fonti di finanziamento, nonché l’individuazione delle funzioni che dovrà svolgere l'intervento, sulla base degli obiettivi da perseguire e delle esigenze da soddisfare, in rapporto alla situazione esistente e ai relativi vincoli.In merito alla flessibilità degli strumenti di programmazione, rileva anche la circostanza che sul preventivo dimensionamento economico dell’intervento è calcolato l’importo presunto delle parcelle professionali, considerato per determinare le modalità di affidamento dei servizi tecnici. In questo quadro risulta inammissibile che il valore dell’intervento sia determinato, nel suo ordine di grandezza, in sede di elaborazione del progetto da parte del professionista incaricato (fatti salvi gli adeguamenti di contenuta entità connessi ai vari approfondimenti progettuali). Tale ipotesi, oltretutto, può determinare un sovvertimento del normale rapporto tra le parti contrattuali, nella misura in cui il professionista incaricato della progettazione, nel definire l’importo totale dell’intervento, di riflesso stabilisce anche il suo stesso compenso, con prevedibili conseguenze negative sulla spesa a carico dell’Amministrazione. Né appare conforme al disegno del legislatore che le previsioni economiche effettuate in sede di progettazione si discostino significativamente da quelle della fase propedeutica, senza che ricorrano speciali motivi espressamente richiamati negli atti procedimentali (cfr. deliberazione n. 279/2001). E’ pur vero che le stime economiche contenute negli strumenti di programmazione e negli altri elaborati della fase propedeutica alla progettazione, come tutti i documenti aventi spiccato carattere previsionale, sono suscettibili di modifiche e aggiornamenti; modifiche che, ad esempio, per i programmi triennali e gli elenchi annuali possono riguardare l’inserimento o l’esclusione di interventi, ovvero la correzione delle previsioni di spesa relative a ciascuna opera, e possono intervenire anche nel corso del medesimo esercizio finanziario (oltre che, ovviamente, per gli aggiornamenti annuali connessi al carattere “scorrevole” di tali programmi). Nondimeno dette stime economiche devono possedere i requisiti dell’attendibilità e veridicità, e quindi non possono essere fondate su valutazioni inesatte o carenti dei parametri che concorrono a determinare la spesa presunta della S.A., specialmente ove questi costituiscano il contenuto essenziale degli studi propedeutici previsti dalla norma. Di conseguenza, mentre appare certamente ammissibile l’incremento del costo stimato dell’opera a seguito di circostanze oggettive sopravvenute in fase di progettazione (ad esempio, quelle connesse alla specifica conoscenza dei luoghi derivante dalle indagini preliminari), diversamente non è contemplata una consistente variazione finalizzata alla migliore definizione delle esigenze della committenza, atteso che a tale adempimento si deve provvedere specificamente nella fase programmatoria. Pertanto, fermo restando quanto già affermato da questa Autorità (in particolare nella citata deliberazione n. 279/2001) circa la flessibilità del progetto sino all’inserimento nell’elenco annuale e nel bilancio previsionale dell’ente (quindi sino a tutta la fase di progettazione preliminare), si ritiene che la modifica sostanziale della previsione di spesa, tale da incidere significativamente sulla stima economica dell’opera e sullo stesso bilancio del committente, è da considerare circostanza eccezionale, cui si può far ricorso in casi del tutto particolari non dipendenti da inadempienze dell’Amministrazione e previa adeguata e rigorosa motivazione.Dal punto di vista procedurale, inoltre, la modifica dei parametri economici del progetto deve costituire oggetto di aggiornamento e riapprovazione degli strumenti di programmazione da parte degli organi competenti, nonché di eventuale ripubblicazione nei casi più rilevanti che determinano una variazione “di carattere sostanziale” della programmazione economica (cfr. determinazione n. 2/2002).
Deliberazione n. 73 del 13/07/2005 legge 109/94 Articoli 1, 14, 20 - Codici 1.1, 14.3, 20.1
La stazione appaltante, che intenda suddividere l’opera in più lotti da appaltare separatamente, deve procedere, come richiesto da legislatore (art. 14, comma 7, legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m.), ad un’attenta verifica in ordine alla sussistenza delle condizioni di “fruibilità” e “funzionalità” delle singole parti dell’opera stessa, affinché l’intervento possa trovare una giustificazione in termini di efficienza ed economicità anche nel caso di mancato completamento dell’opera, evitando uno spreco di risorse economiche e, quindi, un danno per l’erario. Ciò, peraltro, risponde anche al fine di contrastare l’artificioso frazionamento, tendente a far rientrare l’intervento nelle soglie massime indicate dalla legge per ricorrere a procedure di scelta del contraente che limitano la concorrenza.Diverso dalla suddivisione in lotti è il fenomeno degli “appalti scorporati”, che si attua quando un’opera, costituente un’unità strutturale e funzionale, viene eseguita affidando separatamente parti distinte di essa (ad es., da un lato la realizzazione della parte edile di un’opera e dall’altro l’esecuzione delle opere impiantistiche). In forza della vigente disciplina, quest’ultima modalità di affidamento non può trovare applicazione per le opere a caratteristiche tecniche comuni (come la costruzione di un edificio), ma soltanto quando l’appalto “scorporato” richieda una particolare specializzazione tecnica o artistica come per i lavori di restauro e manutenzione di beni mobili e delle superfici decorate di beni architettonici (art. 19, comma 1quater, legge n. 109/94 e s.m.).
Determinazione n. 5 del 09/06/2005 - rif. legge 109/94 Articoli 1, 14, 20 - Codici 1.1, 14.3, 20.1
L’esecuzione di un’opera può essere frazionata solo se i lavori oggetto di ciascun appalto sono comunque immediatamente fruibili per gli scopi e le funzioni che l’opera deve assolvere.In merito alla scelta di frazionare gli appalti le stazioni appaltanti devono operare una corretta pianificazione degli interventi e certificare la funzionalità, fruibilità e fattibilità di ciascun lotto unicamente nei casi in cui le “parti” di un intervento, singolarmente considerate, evidenzino autonoma funzionalità e una propria utilità correlata all’interesse pubblico, indipendentemente dalla realizzazione dell’opera complessiva. Ciò al fine di evitare un inutile dispendio di denaro pubblico nel caso in cui le restanti parti dell’intervento non vengano realizzate nonché di contrastare l’artificioso frazionamento, tendente a far rientrare l’intervento nelle soglie massime indicate dalla legge per ricorrere a procedure di scelta del contraente che limitano la concorrenza.Quando un’opera costituente un’unità strutturale e funzionale viene eseguita affidando separatamente parti distinte di essa non si può neanche parlare di suddivisione dell’opera in lotti, ma piuttosto di “scorporamento degli appalti” o esecuzione mediante appalti parziali. Tale istituto non può trovare applicazione per le opere a caratteristiche tecniche comuni (come la costruzione di un edificio), ma soltanto quando l’appalto “scorporato” richieda una particolare specializzazione tecnica o artistica come ad esempio nel caso di cui all’art.19, comma 1quater della legge n. 109/94 e s.m., relativo ai lavori di restauro e manutenzione di beni mobili e delle superfici decorate di beni architettonici.In merito all’opposta scelta di accorpare in un’unica procedura ad evidenza pubblica più appalti di lavori, le stazioni appaltanti devono fornire chiara e completa dimostrazione dei benefici derivanti da detta scelta, a confronto con le altre soluzioni industriali possibili, in un’ottica di efficienza, economicità e coerenza con gli obiettivi da raggiungere e nel rispetto dei principi di trasparenza e di massima partecipazione alle gare. Al contrario, l’accorpamento di lavori non è giustificato quando ciascun intervento presenta in realtà caratteristiche ed esigenze differenziate, alle quali si potrebbe ben fare fronte con appalti separati di minore importo senza per questo comprometterne la efficiente realizzazione.
Deliberazione n. 4 del 26/01/2005 legge 109/94 Articoli 14, 24 - Codici 14.1, 24.1
L’art. 14, comma 7, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. consente all’Amministrazione di inserire nella programmazione annuale anche uno solo o più lotti di un intervento, a condizione che sia stata elaborata la progettazione almeno preliminare dell’intera opera e siano state quantificate le risorse finanziarie complessivamente occorrenti, ed introduce altresì l’importante requisito della funzionalità del singolo lotto. Nel ripartire l’opera, infatti, le stazioni appaltanti debbono necessariamente individuare dei lotti “funzionali”, ossia delle parti di un lavoro generale la cui progettazione e realizzazione sia tale da assicurarne funzionalità, fruibilità e fattibilità, indipendentemente dalla realizzazione delle altre parti. A tale scopo, il citato art. 14, comma 7, prescrive che l’amministrazione debba nominare, “nell’ambito del personale ad essa addetto, un soggetto idoneo a certificare la funzionalità, fruibilità e fattibilità di ciascun lotto”, soggetto che il D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. (art. 8, primo comma, lettera p), punto 3) identifica nel responsabile del procedimento, attribuendogli l’onere di accertare ed attestare “l’idoneità dei singoli lotti a costituire parte funzionale, fattibile e fruibile dell’intero intervento”.Risulta, pertanto, elusiva della richiamata normativa la ripartizione di un lavoro in più affidamenti che, sebbene effettuata dopo aver elaborato il progetto per l’intero lavoro e dopo aver quantificato le risorse finanziarie complessivamente occorrenti, non soddisfa le condizioni della “fruibilità” e della “funzionalità” delle singole parti. Il frazionamento dell’opera, inoltre, con il conseguente abbassamento dell’importo dei singoli affidamenti, può drasticamente condizionare la possibilità di confronto tra gli operatori del mercato, specialmente a seguito della modifica introdotta dalla legge n. 166/02 all’art. 24 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. in tema di trattativa privata, estendendone l’ambito applicativo anche a tutti i lavori di importo non eccedente i 100.000 Euro, senza ulteriori condizioni.
Deliberazione n. 179 del 24/11/2004 legge 109/94 Articoli 14, 19 - Codici 14.2, 19.5
Caratteristica principale dell’istituto del trasferimento di proprietà sostitutivo del prezzo, di cui agli artt. 14, comma 4, e 19, commi 5-ter e 5-quater, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e dell’art. 83 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. è la possibilità che il corrispettivo dovuto all’appaltatore venga sostituito, in tutto o in parte, dal trasferimento di beni immobili di proprietà dell’amministrazione aggiudicatrice. In particolare, l’art. 83 del citato decreto prevede la possibilità di formulare tre tipi di offerta: per la sola acquisizione del bene, per la sola esecuzione dei lavori, congiuntamente per l’esecuzione dei lavori e l’acquisizione del bene. Come ritenuto da questa Autorità in precedenti occasioni, i bandi di gara redatti facendo ricorso alla previsione di cui all’art. 19, comma 5-ter, della citata legge quadro, devono prevedere la possibilità di presentare tutti e tre i tipi di offerta individuati dal comma 2 dell’art. 83 del D.P.R. n. 554/99, non avendo la stazione appaltante la discrezionalità di escludere una o più delle ipotesi previste da detta norma. Ne consegue che la procedura di gara che prevede la possibilità di presentare solo offerte congiunte non trova rispondenza nelle disposizioni normative sopra richiamate, che disciplinano la fattispecie dell’appalto congiunto a vendita. Si rileva, peraltro, che la condizione necessaria per l’applicazione dell’istituto è rappresentata dal preventivo inserimento dei beni immobili da trasferire nel programma triennale di cui all’art. 14 della legge n. 109/94 e s.m., come strumenti finanziari per la realizzazione dei lavori e, quindi, dall’indicazione dei medesimi come beni che “non assolvono più a funzioni di interesse pubblico”.
Deliberazione n. 127 del 07/07/2004 - rif. GE/IP/340/2004 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Non è conforme all’art. 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m. e al disposto di cui all’art. 6 del D.M. 21 giugno 2000, l’operato della stazione appaltante che omette di precisare, nelle schede da trasmettere all’Osservatorio dei Lavori Pubblici, l’esatta localizzazione dell’intervento ed omette di indicare, con riferimento agli interventi programmati, le azioni da intraprendere con riguardo agli aspetti territoriali, ambientali e paesistici nonché le relazioni con le indicazioni legislative ed attuative della pianificazione di settore.
Deliberazione n. 107 del 09/06/2004 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.3
Non risulta conforme alla normativa vigente la previsione, contenuta nel bando di gara, che la spesa è finanziata in parte con i fondi del bilancio e in parte mediante cessione in titolo di proprietà di un bene immobile. Si rammenta, al riguardo, che l’art. 14, comma 9, della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e s.m. stabilisce che l’elenco annuale deve indicare i mezzi finanziari stanziati in bilancio o comunque disponibili per altri contributi o risorse acquisibili (per alienazioni patrimoniali) e fa parte integrante del bilancio.
Deliberazione n. 107 del 09/06/2004 legge 109/94 Articoli 14, 19 - Codici 14.2, 19.1
Caratteristica principale dell’istituto del trasferimento di proprietà sostitutivo del prezzo, quale nuova fattispecie nell’ambito dei sistemi di realizzazione dei lavori pubblici, è la possibilità che il corrispettivo dovuto all’appaltatore venga sostituito, in tutto o in parte, dal trasferimento di beni immobili di proprietà dell’amministrazione aggiudicatrice. Condizione necessaria per l’applicazione dell’istituto è che i suddetti beni siano stati già inseriti nel programma triennale, di cui all’articolo 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., come strumenti finanziari per la realizzazione dei lavori, e quindi siano stati indicati come beni che “non assolvono più a funzioni di interesse pubblico”. La gara avviene, ai sensi dell’art. 19, comma 5quater della medesima legge quadro, tramite offerte che possono riguardare: la sola acquisizione del bene, la sola esecuzione dei lavori, ovvero congiuntamente l’esecuzione dei lavori e l’acquisizione del bene. Ne discende che l’aggiudicazione può avvenire o a favore delle due migliori offerte separate ovvero a favore della migliore offerta congiunta, fermo restando l’obbligo di dichiarare deserta la gara qualora nessuna delle offerte pervenute abbia ad oggetto l’acquisizione del bene, previsione quest’ultima dettata dall’interesse del legislatore a favorire comunque la alienazione dell’immobile tesa a realizzare la copertura finanziaria per la realizzazione delle opere in appalto.
Deliberazione n. 26 del 17/02/2004 legge 109/94 Articoli 14, 17 - Codici 14.3, 17.3.5
In relazione alla fase di programmazione, è in contrasto con l’art. 14, comma 6, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., il comportamento dell’amministrazione che abbia omesso la previa approvazione della progettazione preliminare ai fini dell’inserimento di un lavoro pubblico nell’“elenco annuale dei lavori”.E’ in contrasto, altresì, con quanto stabilito dall’art. 17, comma 12, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m. e dall’art. 62 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. il comportamento dell’amministrazione che nell’affidamento di incarichi di progettazione non abbia dato adeguata pubblicità all’esigenza di acquisire la relativa prestazione professionale.
Deliberazione n. 316 del 10/12/2003 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.2, 14.3
Le competenze in merito alla programmazione triennale e all’elenco annuale dei lavori pubblici, di cui all’art. 14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., sono del Consiglio comunale, quale organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, e non della Giunta comunale.
Deliberazione n. 265 del 15/10/2003 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Non è conforme alle disposizioni di cui all'art. 14, commi 2, 6 e 11, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s. m. l’adozione di significative variazioni del programma triennale e dell'elenco annuale dei lavori senza renderle note previa pubblicazione nell’albo pretorio del comune e, parimenti, l’inserimento nel suddetto elenco di interventi privi di adeguata progettazione preliminare o dello studio di fattibilità e la predisposizione a posteriori, rispetto all’approvazione degli atti di programmazione redatti dal comune, delle schede di cui al D.M. 21/06/2000 da trasmettere all’Osservatorio dei lavori pubblici.
Determinazione n. 3 del 12/02/2003 - rif. legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Una razionale programmazione di ogni opera pubblica da parte delle Stazioni Appaltanti non può prescindere da un’attenta analisi della tempistica di tutte le diverse fasi del procedimento, che tenga conto dei tempi necessari per usufruire dei finanziamenti, per la progettazione dell’opera e per le procedure di affidamento dell’appalto, nonché di tutte le circostanze che possano impedire la regolare esecuzione dei lavori.
Deliberazione n. 342 del 05/12/2002 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Lo studio di fattibilità di cui all'articolo 37 bis della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s. m., inteso o come semplice rilevazione dei bisogni e delle esigenze o come studio maggiormente approfondito, in relazione all'importo dei lavori, entra a far parte dell'offerta complessiva del promotore stesso, configurandosi come un documento "di parte", con cui il soggetto privato, confrontandosi con il quello elaborato dall'amministrazione, lo integra, lo rimodula e lo ridefinisce.
Deliberazione n. 342 del 05/12/2002 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Si possono enucleare due tipi di studi di fattibilità, un primo tipo, sufficiente per le opere di importo inferiore ai 20 mld. di lire, che coincide, seppure formulato in modo più semplice e sintetico, con il "quadro dei bisogni e delle esigenze" di cui all'art.11 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n.554 e s.m., ed un secondo genere, obbligatorio per le opere al di sopra dei 20 mld., che consiste nello studio di fattibilità in senso proprio e si sostanzia in un'attività istruttoria, valutativa e ponderativa complessa, anche in relazione all'analisi costi-benefici e agli aspetti economico-finanziari dell'investimento, da porre come base conoscitiva dell'indirizzo "politico-amministrativo" costituito dal programma.
Deliberazione n. 345 del 04/12/2002 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Non è conforme a quanto indicato nell'art.45, co.3, lett.a), del D.P.R. 21 dicembre 1999, n.554 e s.m. un capitolato speciale d'appalto che non riporta né l'oggetto dell'appalto né le lavorazioni di cui si compone l'intervento con il relativo importo.
Deliberazione n. 207 del 16/07/2002 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.3
Non è conforme all'art.14, co.6, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., un elenco annuale che contenga progetti non approvati i cui importi non trovino formale rispondenza nei quadri economici dei progetti medesimi.
Deliberazione n. 195 del 10/07/2002 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Non è conforme alle disposizioni dell’art. 14 comma 6 della legge quadro l’inserimento di un’opera nel piano triennale e nel relativo elenco annuale in assenza di una progettazione preliminare.
Deliberazione n. 151 del 29/05/2002 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.2
L'art.14, co.5, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., nella parte in cui impone alla amministrazione il rispetto delle priorità stabilite nel programma triennale va inteso nel senso che il suddetto strumento ha natura vincolante ed obbligatoria, non potendosi considerare come una mera dichiarazione di intenti dell'amministrazione stessa.
Deliberazione n. 131 del 15/05/2002 legge 109/94 Articoli 14, 17 - Codici 14.3, 17.3
In relazione alla fase di programmazione, è in contrasto con l'art.14, co.6, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., il comportamento dell'amministrazione che nell'elenco annuale abbia inserito opere (ad esclusione di alcuni interventi di manutenzione) per le quali non risultano esistenti progetti preliminari approvati, bensì, in alcuni casi, soltanto studi di fattibilità. Non è conforme ai principi di trasparenza e di imparzialità ed è altresì in contrasto con quanto stabilito dall'art.17, co.12, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m. il comportamento dell'amministrazione che nell'affidamento degli incarichi non abbia verificato l'esperienza e la capacità professionale dei tecnici, in relazione ai progetti ed agli incarichi e che abbia motivato la scelta adottata con motivazioni incongrue.
Deliberazione n. 98 del 09/04/2002 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.3
Sulla base di quanto indicato nell'articolo unico del decreto del Ministero dei LL.PP. in data 4 agosto 2000, la condizione di cui all'art.14, co.6, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s.m., secondo cui l'inclusione di un intervento nel programma annuale è subordinata alla previa approvazione della progettazione preliminare, deve essere verificata nel momento in cui l'elenco stesso viene sottoposto all'approvazione dei competenti organi (consiglio comunale), ove richiesto, unitamente ai documenti di bilancio.
Determinazione n. 2 del 14/02/2002 - rif. legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.3
Gli adeguamenti al programma annuale che vengono progressivamente introdotti non necessitano di norma di misure di pubblicità o adempimenti tali da comportare un riavvio del relativo procedimento, fermo restando in ogni caso che tale valutazione è rimessa alla discrezionalità dei competenti organi e che le integrazioni all'elenco annuale di carattere sostanziale devono in ogni caso adempiere alle misure di pubblicità previste dalla legge.
Deliberazione n. 44 del 13/02/2002 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
È necessario che la Stazione Appaltante, nell'ambito della propria esclusiva attività di programmazione, tenga debitamente conto dei tempi necessari per pervenire alla consegna delle opere in periodi dell'anno le cui condizioni climatiche possano in concreto garantire, oltre che la consegna dei lavori, il proficuo svolgimento degli stessi.
Deliberazione n. 332 del 27/09/2001 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Non è conforme alle disposizioni di cui all'articolo 14, commi 2, 6 e 9, della legge 109/94 e s.m.i. l'approvazione del programma triennale e dell'elenco annuale adottata senza la preventiva pubblicazione degli stessi per un periodo di 60 giorni ed in mancanza di progetti preliminari approvati e di finanziamenti stanziati per gli interventi inseriti nell'elenco annuale.
Deliberazione n. 302 del 05/09/2001 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
La suddivisione in lotti nell'appalto di lavori pubblici è consentita, ove motivata, da esigenze speciali alle quali non può essere data altrimenti risposta; nella specie le esigenze connesse alla circolazione stradale non consentono la contemporanea esecuzione dei lavori su tutta l'arteria.
Deliberazione n. 279 del 26/07/2001 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
La disciplina di cui all'articolo 14 della legge 109/94 e s.m.i. comporta che, nel caso in cui la redazione del progetto definitivo comporti una maggiorazione dei costi accettabile e compiutamente motivata rispetto al calcolo sommario della spesa di cui al progetto preliminare, occorre riportare lo scostamento finanziario dell'importo dell'opera nell'adeguamento annuale al programma triennale, prima che sia avviata la procedura di realizzazione dell'opera.
Deliberazione n. 246 del 20/06/2001 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Non è conforme al dettato di cui all'articolo 14, della legge 109/94 e s.m..i. ed al D.M. 21 giugno 2000, il mancato rispetto dei termini previsti per la redazione del programma triennale e del piano annuale, sulla base della motivazione che l'esecuzione delle opere dipende esclusivamente dai finanziamenti statali, regionali o provinciali per i quali non vi è certezza sul "se" e sul "quando" verranno assegnati fino al momento dell'approvazione del bilancio preventivo.
Deliberazione n. 200 del 16/05/2001 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.2
L'art.3, co.4, del D.M.21/06/00, va inteso nel senso che ai fini dell'inserimento nel programma triennale di un intervento di importo inferiore a 20 miliardi è sufficiente la predisposizione di uno studio sintetico in luogo dello studio di fattibilità.Lo studio sintetico di cui all'art.3, co.4, del D.M. 21 giugno 2000 deve consentire l'identificazione e la quantificazione del quadro dei bisogni e delle relative esigenze, costituendo presupposto alla redazione del programma.
Deliberazione n. 186 del 16/05/2001 legge 109/94 Articoli 14, 15 - Codici 14.2, 15.1
Ai sensi dell'art.174, co.1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267 e s.m., la competenza ad adottare lo schema di programma triennale dei lavori pubblici e' della giunta municipale.
Deliberazione del 17/07/2000 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.2
Non è conforme a quanto disposto dall’art.14, co. 9, della legge 11 febbraio 1994, n.109 e s. m., l’inserimento di interventi relativi a Piani di finanziamento statali o regionali all’interno di un Programma triennale, qualora non sia certa l’erogazione dei summenzionati finanziamenti.
Determinazione n. 14 del 30/03/2000 - rif. legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.3
L'art.14 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e s.m., nella parte in cui, con riguardo alla disciplina della programmazione delle opere pubbliche, subordina l'inclusione di un lavoro nell'elenco annuale (la cui approvazione rientra tra le competenze del consiglio comunale) alla preventiva approvazione del progetto preliminare, va inteso nel senso che competente ad approvare il progetto preliminare è la giunta comunale, in quanto organo cui competono gli atti di amministrazione non espressamente riservati dalla legge al consiglio, ai sensi dell'art.35, co.2, della Legge n.142/90, e ritenuto altresì che l'art.32, co.2, della legge 18 novembre 1998, n.415 e s.m., non annovera tra le competenze, che sono tipiche e nominate dell'organo consiliare, quella relativa all'approvazione del progetto preliminare.
Deliberazione del 17/03/2000 legge 109/94 Articoli 14 - Codici 14.1
Ai sensi del combinato disposto dell’articolo 14 della legge 109/94 e dell’articolo 32 della legge 142/90, l’approvazione dell’elenco annuale e del programma triennale delle opere pubbliche è di competenza del consiglio comunale.