SODEXO Italia S.p.A.
Servizi e forniture: programmazione, progettazione ed esecuzione del contratto
Consultazione on line dell'Avcp

Premettiamo che sostanzialmente non si può che essere d’accordo con i punti trattati, essendo lo spirito del documento quello di rendere il più possibile efficiente tutto l’iter della procedura.
Si ritiene altresì che, pur nelle differenze legislative che le caratterizzano, questo approccio debba essere applicato anche alla concessione di servizi, al contratto di disponibilità,  ovvero ad altre forme di Partenariato Pubblico-Privato

Punto 2 – Programmazione
Riteniamo necessario rendere obbligatoria la programmazione su base triennale anche nelle procedure di servizi, evitando il più possibile l'approssimazione che oggi a volte caratterizza  quella annuale, quando effettuata.
Occorre altresì dare un maggiore risalto pubblicitario alla programmazione, non limitandosi ad Avvisi di Informazione Preliminare - di solito estremamente laconici e lacunosi e che nulla dicono sui tempi di attuazione (se non che “entro l’anno xxxx verranno esperite le seguenti gare”) - rendendo la programmazione uno strumento utile anche per i concorrenti, nell’ottica di impostazione di un dialogo tecnico che possa sfociare anche in un contributo per la fase della progettazione.
Una buona programmazione dovrebbe basarsi su una corretta "lettura" della situazione e degli obiettivi che ci si pongono.
Soprattutto se di più lungo termine, una buona programmazione dà maggiore chiarezza e certezza delle coperture finanziarie.

Punto 3 – Progettazione
Concordiamo con l’esigenza prospettata da codesta Autorità di dedicare maggiori risorse alla fase di progettazione della gara, quale elemento fondamentale per una corretta esecuzione delservizio.
Questa fase dovrebbe vedere sempre più coinvolti anche i concorrenti alla futura gara, sempre con la procedura del dialogo tecnico previsto dalla normativa europea ma non recepito pienamente da quella italiana. Ed a ciò è di valido supporto il dialogo tecnico con gli specialisti del settore.

Punto 4 – Esecuzione
Riteniamo molto utile l'identificazione del direttore dell’esecuzione (d.e.).
Al d.e. dovrebbero essere assegnate precise e ben definite responsabilità, con conseguenze anche pecuniarie: i controlli sarebbero così più efficaci.
Crediamo che, per trasparenza, gli esiti dei principali controlli, e degli effettivi adempimenti che l’aggiudicatario si era impegnato ad effettuare, dovrebbero essere resi pubblici, per lo meno alle ditte partecipanti alla procedura.
I servizi di ristorazione collettiva - nonché quelli di facility management - sono da ritenere complessi per la loro natura di continuità nelle prestazioni, delicatezza e responsabilità sociale, nonché per l'oggettivo impatto che hanno sulla salute.

Relativamente alle attività di controllo del d.e. rispetto ai profili identificati, sottolineiamo l’importanza del punto f), la soddisfazione del cliente/utente finale, a cui legare eventualmente anche degli SLA (Services Level Agreement) che, se non rispettati,  possano generare un sistema di penali e, ove superati, generare un sistema premiante nel solco della logica aperta dal comma 9 dell'art . 145 del DPR 5/10/10 n. 207, applicata all'interesse della Amministrazione e degli utenti finali.

Riteniamo che, data la natura dei Servizi di ristorazione collettiva, non dovrebbero  intervenire modifiche tra il momento di redazione dei documenti di gara e quello di sottoscrizione del contratto. Le eventuali modifiche devono comunque avere un impatto economico uguale a zero altrimenti, se codificate, finirebbero per innestare un circolo vizioso che si ricondurrebbe ad una rinegoziazione, comunque illegittima.

Parte 5 -  Immodificabilità del contratto. Le varianti
Per quanto concerne i servizi di ristorazione collettiva - così come quelli di Facility Management (es. Pulizie) è la variabile del costo del personale a creare le maggiori rigidità. Ad esempio quando il numero di pasti da servire diminuisce non è sempre possibile diminuire proporzionalmente il numero di ore necessario alla loro preparazione e distribuzione,  rendendo dunque assai oneroso e difficilmente sopportabile  il limite di diminuzione di un quinto dell’importo contrattuale.
Le casistiche già oggi prospettate, laddove per esempio si parla di “ possibilità di migliorare significativamente le qualità delle prestazioni…” potrebbero essere esaustive ancorché generiche.

Parte 6 - 
Non crediamo necessario dare maggiore libertà nella modifica dei costituenti una ATI. Si potrebbe, ma sarebbe comunque da codificare con attenzione, introdurre la possibilità per l’Ente, a fronte di ripetuti disservizi, di non penalizzare l’intera ATI e/o la sola mandataria in qualità di responsabile del raggruppamento, ma di prevedere la modifica della compagine, a parità di requisiti, con altra mandante.