FISE ARE
Servizi e forniture: programmazione, progettazione ed esecuzione del contratto
Consultazione on line dell'Avcp

 

1) Si concorda con le seguenti linee guida? FISE ARE ritiene questo intervento di assoluta rilevanza, per permettere la implementazione di adeguati standard qualitativi ed una seria ed approfondita valutazione delle peculiarità che il settore dei servizi postali presenta.

1.1) Si ritiene che le aree problematiche individuate siano esaustive?Un tema che qui rileva affrontare, in materia di appalto di servizi postali riguarda le modalità di determinazione dell’importo a base di gara. Talune amministrazioni determinano l’importo a base di gara al lordo dell’IVA (pari al 21% della base imponibile), quindi computando l’imposta. Questa prassi appare innanzitutto in contrasto con quanto previsto dall’art. 29 del d.lgs. n. 163/2006, che, nel disciplinare le modalità di determinazione dell’importo a base di gara, esclude la computazione dell’IVA dalla base d’asta (dispone espressamente, l’art. 29, co. 1, del d.lgs. n. 163/2006: «il calcolo del valore stimato degli appalti pubblici e delle concessioni di lavori o servizi pubblici è basato sull’importo totale pagabile al netto dell’IVA, valutato dalle stazioni appaltanti»). Inoltre, occorre considerare che in ragione di quanto chiarito dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee nella sentenza 23 aprile 2009, dall’AGCM (nel caso A/441) e, ancor più di recente, dall’AGCOM (cfr. delibera 20 giugno 2013) Poste Italiane non potrà più beneficiare di alcuna esenzione IVA dovendo applicare l’imposta in tutti i contratti commissionati da Pubbliche amministrazioni con procedure di evidenza pubblica. 2.1) In quali casi, la programmazione preventiva può rivelarsi inadeguata? FISE Are ritiene che per la specificità del settore trattato, è sempre fondamentale il ricorso alla programmazione preventiva, fuori dai casi previsti da legge.

2.2)  Sareste d’accordo a rendere la programmazione obbligatoria?Si 2.3) Sareste d’accordo a prevedere l’obbligo di programmazione nei servizi, su base triennale?Nello specifico, potrebbe essere anche possibile concludere contratti biennali con possibilità di proroga di un anno. 2.4) Quali argomenti ritenete a favore di una obbligatorietà? A favore dell’obbligatorietà sono da segnalare: gli elevati costi di transazione derivanti dalle gare di settore, la difficoltà nel partecipare a gare per cui sono indette proroghe in tempi stretti e non pubblicizzati in modo adeguato, che compromettono in modo significativo la corretta preparazione della documentazione di gara; la necessità per le stazioni appaltanti di indire bandi gara. Occorre segnalare che molte stazioni appaltanti continuano a non espletare alcuna procedura di evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi de quibus. Ignorando del tutto l’intervenuta liberalizzazione del mercato dei servizi postali (che ha determinato il superamento del precedente regime monopolistico), vengono disposti affidamenti diretti in favore del Gestore del servizio universale (Poste Italiane S.p.a.), a prezzi, di sovente, più elevati rispetto a di quelli reperibili sul libero mercato. Sul punto sembra opportuna la diramazione di un’informativa ad hoc dell’Autorità per sollecitare una maggiore attenzione delle amministrazioni aggiudicatrici.

3.1) si concorda con l’esigenza di dedicare maggiori risorse alla fase di progettazione della gara, quale elemento fondamentale per una corretta esecuzione del servizio? Si concorda, a causa della scarsa conoscenza delle specificità tecniche del settore postale e della normativa di riferimento.

3.2) Quali sono gli effetti distorsivi di maggior importanza causati dalla predisposizione di atti di gara che identificano categorie anziché specifici servizi? Nel settore di riferimento, si subiscono tutta una serie di distorsioni che derivano dall’applicazione di criteri che non permettono il corretto inquadramento delle prestazioni necessarie a soddisfare i fabbisogni della stazione appaltante e allo stesso tempo, ponendo delle serie difficoltà in capo ai fornitori del servizio che si vedono costretti in regolazioni troppo stringenti per la tipologia di servizio offerto.

3.3) Quali ulteriori elementi la progettazione dovrebbe riguardare? La progettazione dovrebbe assimilare le novità apportate dal decreto legislativo 261/99 e successive modifiche, e tenere conto della pluralità di operatori sul mercato.

3.5) Che livello di dettaglio ritenete che dovrebbe avere la progettazione? Sul punto si ritiene opportuna la predisposizione di un bando tipo, o di linee guida specifiche che tengano conto delle istanze legate alla liberalizzazione del settore. I criteri di aggiudicazione impiegati dalle stazioni appaltanti sono enormemente diversificati, pur in presenza di un quadro di esigenze della committenza tendenzialmente omogeneo. Talvolta si valorizzano aspetti prettamente attinenti alle dimensioni aziendali, mediante il riferimento “alla copertura territoriale”, con l’effetto di determinare evidenti commistioni tra elementi soggettivi ed elementi oggettivi. Talaltra, non viene dato alcun rilievo alla qualità delle prestazioni erogate e alla capacità degli operatori di offrire servizi “a valore aggiunto”.In ogni caso si renderebbe opportuna la predeterminazione di alcune linee di indirizzo, da recepire in un bando-tipo.

3.6) Come valutereste l’eventuale introduzione della progettazione anche per l’affidamento
della concessione di servizi? Positivo, laddove fosse accompagnato da una serie di temperamenti che tengano conto della specificità del settore postale.5) La determinazione dei requisiti di partecipazione. 5.1) Ritenete l’elenco su cui si dovrebbe incentrare l’attività di controllo esaustivo? Il possesso dell’autorizzazione generale e della licenza individuale da parte delle imprese concorrenti è condizione necessaria, ma sicuramente insufficiente a garantire l’affidabilità dell’esecutore. Per scongiurare il rischio che vengano affidate commesse pubbliche a operatori privi di adeguate strutture aziendali è opportuno che vangano fissati requisiti speciali di partecipazione ancorati all’organico medio annuo della compagine societaria, da calcolarsi sulla base al personale impiegato dall’azienda nell’ultimo triennio (art. 42, co. 1, lett. g, del d.lgs. n. 163/2006) e criteri di solidità finanziaria ed economica.  Trattandosi di servizi ad alta intensità di manodopera occorre, infatti, evitare che imprese più spregiudicate possano competere alle gare pubbliche confidando nell’impiego di manodopera non contrattualizzata. Inoltre, la creazione di barriere di ingresso legate alle dotazioni organiche delle imprese concorrenti incentiva meccanismi virtuosi di emersione del lavoro irregolare. 5.2) In quali casi ritenete essenziale un controllo dell’esecuzione in itinere? Laddove imprese diverse dal fornitore del servizio universale indichino una copertura territoriale del 100% 5.4) Quali ritenete che debbano essere le verifiche da effettuare ex ante nell’esecuzione dei servizi e delle forniture per consentire, il corretto adempimento delle prestazioni contrattuali?Il rispetto della normativa sulla sicurezza e tracciabilità dei flussi finanziari, il rispetto della normativa del lavoro e contratti collettivi, il rispetto di criteri di solidità economica e finanziaria. 5. 6) Quali accorgimenti dovrebbero avere i bandi? Un ulteriore aspetto problematico è legato alle difficoltà di predeterminazione, al momento della partecipazione alla gara, dei partners da coinvolgere per l’esecuzione del servizio, la cui individuazione è legata alle destinazioni finali della corrispondenza, non preventivabili neppure per le stesse stazioni appaltanti, che solo in alcuni casi riescono a fornire dati storici, con stime statistiche, sui principali flussi di corrispondenza. Gli esercenti i servizi di recapito operano invece su specifiche aree territoriali e possono essere coinvolti al momento della partecipazione alla gara solo se si abbia certezza che il committente debba far pervenire parte della corrispondenza sul territorio di riferimento.Non è quindi possibile conoscere in anticipo quali operatori coinvolgere per l’esecuzione del servizio e, al contempo, quale apporto quantitativo possa essere fornito da ciascun operatore economico, che dipenderà dalla quantità di corrispondenza che verrà destinata verso le specifiche aree territoriali di rispettiva competenza. Questo elevato grado di incertezza rende indispensabile l’individuazione di strumenti di aggregazione più flessibili rispetto ai tradizionali RTI e Consorzi e una diversa modulazione dei limiti quantitativi al subappalto (che andrebbe incrementata dal 30% ad almeno il 60%) e all’avvalimento.Ciò per garantire una maggiore concorrenza soprattutto nelle commesse di rilievo nazionale.

6)Predeterminazione congrua e proporzionata delle penali:Le stazioni appaltanti di di sovente fissano penali di importo del tutto sproporzionato rispetto all’entità del ritardo e/o all’importanza dell’inadempimento (talvolta superiori a 100 volte l’importo della tariffa unitaria per ogni giorno di ritardo nel recapito di una singola spedizione), in violazione dei criteri  di massima fissati dall’art. 257 del d.P.R. n. 207/2010. È quindi opportuno un atto di indirizzo che chiarisca che il tetto massimo delle penali giornaliere debba essere commisurato alla tariffa per la singola spedizione e non già all’importo complessivo a base di gara.

7) Modifiche soggettive del raggruppamento: Il divieto di costituzione di ATI composte da due o più imprese singolarmente in possesso dei requisiti di partecipazione  (cc.dd. “ATI sovrabbondanti”) andrebbe eliminato o rimodulato nell’ambito delle gare di servizi postali. Ad eccezione del Gestore del Servizio universale, nessuna impresa del settore è singulatim in grado di garantire una copertura del 100% del territorio nazionale, pur essendovi molte imprese in possesso dei requisiti di ammissione richiesti. In presenza del divieto di ATI sovrabbondanti le imprese in possesso dei requisiti non possono aggregarsi anche in casi di assoluta necessità