Parere n. 243 del 12/11/2008

PREC 270/08/L

Oggetto: istanza di parere per la soluzione delle controversie ex articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo n. 163/2006 presentata dall’impresa Allodi S.r.l. - Lavori di ampliamento Asilo Nido “G. Rodari” per l’importo a base d’asta di euro 1.272.791,16 - S.A. Comune di Guastalla.


Il Consiglio

Vista la relazione dell’Ufficio del Precontenzioso


Considerato in fatto

In data 14 maggio 2008 è pervenuta all’Autorità l’istanza di parere in oggetto, con cui l’impresa Allodi S.r.l. contesta la mancata esclusione dalla gara dell’ATI Impresa Costruzioni Grossi Walter SpA (capogruppo) - E.S.I.E. S.r.l. Impianti Elettrici (mandante) - Elettromeccanica Parmense Srl (mandante) e, con successiva nota di integrazione, contesta altresì l’aggiudicazione nelle more disposta dalla Stazione appaltante a favore dell’ATI stessa.

Con una prima censura, l’istante osserva che l’impresa concorrente ha presentato l’offerta tecnica priva dell’elemento “organizzazione di cantiere”, documento richiesto dal bando di gara, che prescrive che la busta recante l’offerta tecnica «dovrà contenere: documentazione descrittiva, grafica, fotografica (a scelta del concorrente) atta ad illustrare le varianti migliorative proposte, con riferimento ai materiali e alle corrispondenti caratteristiche, ai sistemi, ai componenti, agli impianti tecnologici, alla organizzazione del cantiere, relative agli elementi di valutazione [dell’offerta indicati nel bando]».

Con la seconda censura, l’istante lamenta un vizio di forma dell’offerta economica dell’ATI aggiudicataria, per avere presentato una lista delle categorie di lavorazioni con la correzione di un importo non confermata né sottoscritta, in violazione della prescrizione del bando che richiede, a pena di esclusione, la specifica controfirma delle correzioni apportate.

Con una terza censura, l’istante segnala che la Commissione di gara non avrebbe considerato la parte della propria offerta tecnica relativa agli impianti, oggetto invece di apposita ed espressa valutazione con riguardo ad un altro concorrente.

In sede di contraddittorio documentale, la SA ha rappresentato che, in un primo tempo, nel corso della seduta pubblica del 13 maggio 2008, l’ATI era stata esclusa e sarebbe risultata aggiudicataria l’impresa istante, ma, acquisiti successivamente dalla Commissione di gara due pareri legali, l’ATI medesima era stata riammessa nella seduta del 27 maggio 2008, risultando aggiudicataria. La S.A. ha giustificato il suo operato evidenziando che, tra i tre criteri di valutazione dell’offerta tecnica (iniziative promozionali in tema di risparmio energetico e tecnologie ecosostenibili, legate all’edificio scolastico - MAX punti 30 -; migliorie tecnologiche ed impiantistiche, in tema di efficienza, potenzialità e fabbisogno energetico dell’edificio - MAX punti 20 -; interventi aggiuntivi o migliorativi in ambito di risparmio e recupero di risorse ambientali -MAX punti 20-) non è compresa l’organizzazione del cantiere. A suo parere, la cantierizzazione è comunque già prevista nella relazione tecnica, parte integrante del progetto, e relativi allegati, sicché la mancata presentazione di proposte al riguardo deve essere intesa come tacita conferma di quanto già stabilito negli atti progettuali. Con riferimento alla censura relativa all’erronea compilazione della lista delle categorie, secondo la S.A. la correzione è stata apposta solo sulla somma dei valori già indicati e la correzione di detto riporto non può inficiare l’offerta, trattandosi di una mera irregolarità.

In sede di contraddittorio documentale, l’impresa Grossi Walter S.pA., in proprio e in qualità di capogruppo mandataria dell’ATI aggiudicataria dei lavori, ha rappresentato che la mancata allegazione del piano di cantiere non può essere sanzionata con l’esclusione, in assenza di un’espressa comminatoria del bando, essendo la cantierizzazione peraltro già prevista negli atti progettuali. Quanto alla mancata controfirma della correzione dell’importo, si tratta di una mera irregolarità che non inficia l’intellegibilità e la completezza dell’offerta ed è, di conseguenza, inidonea a determinare l’esclusione dalla gara.


Ritenuto in diritto

Per quanto riguarda l’omessa allegazione del documento attinente alla cantierizzazione, occorre preliminarmente puntualizzare che con la Determinazione n.4 del 2001 l’Autorità ha chiarito che la “cantierizzazione”, ove richiesta, è attività posta a carico dell’appaltatore e consiste nella redazione degli eventuali documenti di interfaccia tra il progetto e l’esecuzione, consentendo di coniugare le esigenze progettuali con quelle di realizzazione delle opere, nel rispetto dell’autonomia imprenditoriale dell’esecutore. In altri termini, la stessa costituisce l’insieme di quelle attività e relativi documenti (piani operativi, piani di approvvigionamento e calcoli e grafici delle opere provvisionali) che l’art. 35 del D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e s.m. non prevede facciano parte del progetto esecutivo. La cantierizzazione non è, quindi, una componente del progetto esecutivo e si traduce nella produzione della documentazione che l’appaltatore elabora per tradurre le indicazioni e le scelte contenute nel progetto in istruzioni e piani operativi.

Ora, il bando di gara in oggetto individuava specificamente, in modo chiaro ed inequivoco, il contenuto dell’offerta tecnica, prescrivendo, nel punto 2) “BUSTA B - Offerta Tecnica, che la stessa “dovrà contenere: documentazione descrittiva, grafica, fotografica (a scelta del concorrente) atta ad illustrare le varianti migliorative proposte, con riferimento ai materiali e alle corrispondenti caratteristiche, ai sistemi, ai componenti, agli impianti tecnologici, alla organizzazione del cantiere”, richiedendo inoltre la redazione della indicata documentazione per ciascuno degli elementi di cui è composta l’offerta tecnica (iniziative promozionali in tema di risparmio energetico; migliorie tecnologiche ed impiantistiche sotto il profilo del fabbisogno energetico dell’edificio; interventi aggiuntivi o migliorativi in ambito di risparmio e recupero di risorse ambientali).

È di tutta evidenza che la S.A. ha individuato in modo puntuale e vincolante con una clausola della lex specialis, benché non corredata dalla locuzione “a pena di esclusione”, gli elaborati che costituiscono contenuto obbligato dell’offerta tecnica e, quindi, oggetto di valutazione da parte della Commissione sulla base dei criteri tecnici individuati nel bando ed è noto che tutte le clausole del bando, ivi compresa quella relativa alla documentazione dell’offerta tecnica, devono valere (per il principio della par condicio) in modo uniforme per tutti i concorrenti, che possono così contare su regole stabili valide per tutti, a garanzia di una cornice di certezza e di trasparenza competitiva nell'applicazione delle clausole di gara.

Ne segue che, nel caso in esame, l’incompletezza dell’offerta tecnica costituisce una difformità rispetto al bando di gara e, quindi, un vizio dell’offerta che non consentiva alla stazione appaltante di ammettere al procedimento di gara l’offerente, a prescindere dal fatto che l’organizzazione del cantiere fosse o meno oggetto di attribuzione in senso stretto di un punteggio.

Né può rilevare, in senso contrario, il fatto che il bando non sanzioni esplicitamente con l’esclusione la sopra descritta incompletezza dell’offerta, giacché la giurisprudenza amministrativa (Cons. St., sez. V, nn. 7835 del 2003 e 226 del 2002) ha ripetutamente segnalato che l’esclusione da una gara può essere disposta anche in assenza di una esplicita previsione nella lex specialis, qualora, in applicazione del principio teleologico, emerga che non è stata osservata una clausola da ritenersi essenziale in quanto rispondente ad un particolare interesse della P.A., ravvisabile nel caso di specie nella necessità di “contestualizzare” le varianti migliorative proposte e di avallarne la fattibilità tecnica.

Per quanto concerne, poi, la censura relativa alla mancata sottoscrizione di un importo nella lista delle categorie di lavorazioni, si è accertato - attraverso l’esame dei documenti inviati - che la lista dell’ATI aggiudicataria presenta, a pag.23, una correzione relativamente ad una somma parziale da riportare, cifra poi correttamente riportata ad inizio colonna della pagina successiva.

Occorre evidenziare che la ratio della richiesta del bando di gara, sotto pena di esclusione, della sottoscrizione in ciascun foglio e della conferma e sottoscrizione di ciascuna correzione - in applicazione del terzo comma dell’art. 90 del D.P.R. n. 554/1999 e s.m. - si ravvisa nell’esigenza di individuare l’offerta con certezza (come documento effettivamente imputabile al soggetto indicato come dichiarante) e con chiarezza quanto al contenuto, in modo da fugare perplessità ed equivoci e da prevenire contestazioni circa l’effettiva volontà della parte privata sul prezzo ed il ribasso offerti, nell’ottica della certezza e della trasparenza delle operazioni di affidamento degli appalti.

Nel caso di specie, la correzione ha interessato solo una somma da riportare nella pagina successiva e la sottoscrizione della pagina con la correzione doveva ritenersi già di per sé significativa e confermativa, oltre che delle singole voci, anche della correzione ivi apportata, senza possibilità di equivoci sugli importi indicati dall’ATI.

In conclusione, alla luce del principio di conservazione delle offerte sotteso alla disposizione di cui all’art. 90 citato del Regolamento (Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 11 luglio 2003, n. 4145), la singola omissione della sottoscrizione specifica della correzione del riporto non incide sulla regolarità dell’offerta.

Infine, dal verbale delle operazioni di gara si evince che la Commissione non ha considerato la parte dell’offerta tecnica dell’impresa istante, relativamente alla “classificazione energetica” prodotta dall’impresa con riferimento al criterio “Iniziative promozionali in tema di risparmio energetico e tecnologie ecosostenibili”, che risulta invece espressamente indicato ai fini della valutazione dell’offerta presentata da un altro concorrente (C.M.E. Cons. imprendit. Edili soc. coop. Modena), con evidente violazione del principio della par condicio dei partecipanti alla gara.

In base a quanto sopra considerato


Il Consiglio

ritiene che, nei limiti di cui in motivazione, l'operato del Comune di Guastalla non risulta essere conforme alla normativa vigente di settore.


I Consiglieri Relatori: Piero Calandra, Alfredo Meocci

Il Presidente: Luigi Giampaolino


Depositato presso la segreteria del Consiglio in data 18/11/2008